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Una storia vera di incesto

coppia scambio

Io e mia sorella maggiore abbiamo sempre avuto un rapporto un po’ conflittuale: lei, più grande di quattro anni, ha sempre avuto un carattere forte e autoritario ed è sempre stata molto protettiva nei miei confronti.

Questo, unito alle varie apprensioni classiche dei genitori, mi ha sempre creato qualche disagio: mi sentivo perennemente controllato e giudicato, privato della libertà di sperimentare tutto quello che un ragazzino avrebbe dovuto sperimentare.

Quando avevo 8 anni, mia sorella iniziò la sua pubertà: oltre ai peli pubici e al ciclo, anche una spiccata curiosità sessuale si affacciò nella sua vita.

Per sfogare queste insaziabili voglie adolescenziali, usò, oltre alla masturbazione, anche me. Tutto iniziò una normalissima sera di marzo: tutti e due stavamo dormendo nel lettone dei nostri genitori, usciti per una cena fuori.

Lo ricordo come se fosse ieri: mia sorella stava sul lato destro, io su quello sinistro. A un certo punto della notte mi sono svegliato improvvisamente perché sentivo una sensazione strana: io ero eccitato (anche se allora non sapevo riconoscere la sensazione), il mio pene era duro e mia sorella me lo stava toccando.

Non era esattamente una sega, ma era comunque una sensazione molto piacevole.
Una volta sveglio, chiesi un po’ confuso che cosa stesse facendo e lei mi rispose che non c’era nulla di male.
Convinto dalle sue affermazioni, le dissi: “Posso toccarti anche io?”
Lei mi rispose: “Certamente”.

Allungai le mani ed inizia a toccare anche io tra le sue gambe senza avere la più pallida idea di cosa fare. Non sapevo cosa fosse una vagina o dove toccare per provocarle del piacere, quindi persi interesse poco dopo, addormentandomi.

Nei giorni seguenti lei fece come se nulla fosse successo e io non parlai mai della questione.
Una cosa però è certa: dopo quella notte il nostro rapporto si trasformò e iniziarono, tra noi, dei giochini che poi, andavano sempre a finire sul sesso.

In qualche modo (che fosse nascondino, il gioco del dottore o altro) finivamo spesso col trovarci nudi e a toccarci.

Una volta in cui mia sorella era particolarmente eccitata, ci fu anche un quasi tentativo di penetrazione: lei si mise sopra prima vestita col pigiama, poi in mutandine ed infine nuda. Io non riuscii a penetrarla come dovevo, ma lei la finì a strusciarsi furiosamente su di me fino a quando non venne.

Un’altra volta, invece, si spinse oltre: si mise asul water, allargo le gambe e la vagina e mi fece vedere come faceva pipi e dopo mi mostrò il clitoride e il buco, spiegandomi che era proprio lì che dovevo infilarglielo.

Per quanto fossi solo un bambino, a me piaceva moltissimo fare quei giochetti, ma non avvenivano spesso e dopo non se ne parlava mai, anzi lei faceva finta di niente come se non fosse mai accaduto.

La cosa continuò per un per almeno due anni e sempre con episodi sporadici, ma senza parlarne mai con nessuno.

Mentre io crescevo e affrontavo l’adolescenza, lei iniziò a uscire con un ragazzo molto più grande di lei, con cui rimase per tanto tempo.
Intanto, io esploravo le gioie del sesso e, come tutti, iniziavo a farmi seghe immaginando sempre di scoparmi mia sorella. La immaginavo lì, nuda, con un solo triangolino di peli che le copriva la figa e che si toccava solo per me.

I giochetti che facevamo quando eravamo piccoli non vennero più proposti, ma sapevo che lei aveva capito che avrei continuato molto volentieri.
Il suo ignorare i miei desideri mi faceva sentire tremendamente fuori posto.

Spesso a sua insaputa mi masturbavo con le sue mutandine, la spiavo quando era nuda e la spiavo anche quando scopava col suo ragazzo.

Verso i 17 anni avevo gli ormoni a mille e l’avrei infilato ovunque.

Non avevo troppa fortuna con le donne perché ero super timido, quindi mia sorella rimaneva comunque la mia fantasia più grande.

Inizia ad approcciarla toccandole e sditalinandola durante la notte e cercando di non farmi scoprire: lei si girava come per dire adesso basta, e io mi fermavo.

Un giorno lei stava per fare la doccia ed io, con la scusa di parlarle, sono entrato in bagno con lei. Era lì, nuda davanti a me e io ero ipnotizzato dalla sua vagina pelosa, tanto che iniziai a toccargliela proprio come quando eravamo piccoli.

Il mio cazzo era durissimo solo al pensiero e averla lì, nuda che si offriva a me dopo tanto tempo, mi eccitava tantissimo.
Lei, ovviamente, si è accorta del rigonfiamento nei miei pantaloni: aveva capito che avrei fatto di tutto per scoparla per davvero e forse ha voluto giocare su questo.

Si ritrasse, facendo per rivestirsi, dicendo che non potevamo farlo perché era sbagliato: non ci vidi più dalla rabbia perché anche in quell’occasione stava riuscendo a farmi sentire inadeguato.

Non le permisi di andare oltre.

Arrapato e arrabbiato come non mai, la fermai impedendole di uscire dal bagno dove proprio lei, anni prima, mi aveva spiegato dove dovessi infilare il mio pene.
Fu esattamente quello che feci.

Quando entrai, lei era davvero bagnata e io, piccolo verginello inesperto, iniziai a muovermi dentro di lei in modo forsennato.

Le mie mani toccavano tutto quello che riuscivano a raggiungere: seno, culo, tutto era una sensazione meravigliosa.

Lei gemeva, dimostrandomi che, in fin dei conti, quello che stavo facendo non era poi così sbagliato e che le stava provocando piacere proprio come lo provocava a me.

Il ritmo forsennato era impossibile da reggere per un inesperto adolescente cresciuto a seghe, quindi venni dopo molto poco, quasi senza rendermene conto, tanto che le venni dentro senza capire bene quali rischi stessimo correndo (fortunatamente non successe nulla di grave).

Mia sorella, con un sorriso compiaciuto, mi fece una carezza sul viso e mi disse di uscire dal bagno perché doveva davvero farsi la doccia.

Ero al settimo cielo, ma quello che pensavo sarebbe stato l’inizio di una nuova fase del nostro rapporto, si rivelò invece la fine della nostra sperimentazione sessuale.

Ora siamo entrambi sposati e non abbiamo mai parlato di quanto accaduto tra noi.

Io, però, continuo a sognare di scoparla in quel bagno di casa come la ragazza bellissima che era e a sentirmi sbagliato ogni volta che mi sveglio.

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